Blog

Cosa resta di “Davide” di Gemitaiz 8 anni dopo?

Quali sono i criteri per stabilire quando un disco è considerabile “cult”? Risposte universali non esistono: alcuni potrebbero dire “in base a quanto ha influenzato un movimento” altri “se ha creato un nuovo genere”, i più legati ai numeri direbbero “in base alle vendite e agli ascoltatori totali”… un criterio che però non va dimenticato e che forse è quello che può dare le risposte più interessanti è “la prova del tempo”. Otto anni sono passati dalla pubblicazione di “Davide“, avvenuta il 20 aprile 2018,  uno degli album più interessanti e conosciuti di Gemitaiz, uno di quei dischi della generazione del 2018 che chiunque in qualche modo deve aver aver incontrato almeno una volta, non fosse anche solo per la title-track in collaborazione con Coez, che è di diritto uno dei pezzi più popolari del rap italiano e che nel suo periodo di uscita ha letteralmente infestato le radio e i social. Otto anni… un’eternità per l’epoca dei social, fatta di album usa e getta fatti per usufruirne per qualche settimana, giusto in attesa del prossimo. Un’era in cui un lavoro uscito un anno prima è già vecchio, un’era in cui per essere rilevante devi produrre senza sosta, dove la produttività e le zone di comfort contano più delle idee e delle sperimentazioni

Il rap nel 2018

Il disco di Gemitaiz viene concepito nel periodo di massimo splendore della trap in Italia: in quello stesso anno uscirono “20” di Capo Plaza, “Rockstar” di Sfera Ebbasta, “Mowgli” di Tedua e “Pour l’Amour” di Achille Lauro, progetti che hanno cambiato le carte in tavola e che hanno messo le fondamenta di un genere che ha dominato le classifiche per gli anni a venire. L’impatto della trap è stato tale che anche alcuni capostipiti del rap italiano hanno cominciato ad abbracciare sonorità più melodiche, in modo da essere rilevanti in un mercato discografico in mutamento: escono “Playlist” di Salmo, “Sinatra” di Gué e “Supereroe” di Emis Killa, progetti che accolgono (soprattutto “Sinatra” e “Supereroe”) il nuovo sound, cercando di stare al passo con i tempi che cambiavano. Diversa la scelta fatta ad esempio dai rapper più underground come Mezzosangue che pubblica “Tree – Roots & Crown” o Rancore col suo “Musica per Bambini“, che invece non accolgono l’ondata trap ma rimangono fedeli alle proprie radici hip-hop. In questo momento di cambiamento del mercato musicale italiano, vede la luce Davide.

 

Ma com’è “Davide”?

In questo lavoro Gemitaiz non rifiuta il suono più melodico e catchy della trap, ma lo integra al suo stile, senza tradire la sua matrice rap. Il risultato è un lavoro abbastanza eterogeneo, che riesce a mischiare bene le due anime senza snaturarne nessuna, permettendo a Gemitaiz di sperimentare molto senza mai scadere nel banale. 

Emerge con decisione una forte volontà di distacco dalla scena rap da parte dell’artista, che critica aspramente determinate scelte e artisti, soprattutto nelle tracce “Fuori”, “Pezzo Trap” con un Fibra in grande spolvero. Nella prima viene disegnata una panoramica della scena hip hop, condannando la morte di quest’ultimo e indicando un punto di non ritorno, se non per quei pochi artisti veri come Gem che han sempre messo il cuore nella musica. Nella seconda invece viene parodizzata la trap, realizzando un pezzo trap per l’appunto e prendendone in giro i canoni più comuni, il tutto sopra un beat flauteggiante di Mixer T.

 

 

Non sono mancate le critiche a questo progetto, che viene accusato di essere monotematico e di esaltare in maniera esagerata l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Critica a cui lo stesso rapper risponde preventivamente nel disco con la traccia “Questa Qua”, affermando:

Già li sento che mi dicono che dico sempre le stesse cose, però

Io fumo ancora questa qua“,

 spiegando che parla di questo mondo perché influenza le sue giornate, senza farlo apposta.

Un cast stellare

Davide” è quindi un passo importante per la carriera di Gemitaiz, mostrando un’evoluzione naturale del suono e del rap, il tutto grazie a delle produzioni ad hoc e a degli ospiti che hanno performato al meglio. Oltre al già citato Fibra, troviamo Guè con cui firma “Tanta Roba Anthem”  un banger che suona ancora ad oggi d’impatto e tecnicamente impeccabile, troviamo l’eterno amico MadMan con cui realizza una delle tracce più sottovalutate della coppia, ossia “Holy Grail”, abbiamo un Achille Lauro con cui è stata realizzata la traccia più particolare del progetto, ovvero “Keanu Reeves”, presente anche Priestess, una giovane rapper del roster di Tanta Roba Label con cui è stato creato un altro banger dal titolo “Alaska”. A completare il cast abbiamo l’uomo dei ritornelli, Coez, con cui è stata creata una hit che ha platinato per ben 4 volte.

 

Guè

Achille Lauro

 

Fabri Fibra

 

Coez

MadMan

Priestess

 

Inoltre, nel corso della sua carriera, Gemitaiz ha cambiato pelle più volte, partendo dal rap più classico ed evolvendo nel tempo, come egli stesso afferma nell’intro del disco, dal titolo “Paradise Lost“:

”No non faccio il pop, frate faccio il rap

E ci sfascio il club

Son qui dal 2006, non mi sposto di un metro”,

facendo sin da subito capire che pur evolvendo il sound, il rap sarà sempre il fuoco che scalda la sua musica.

Fuoco che è anche il protagonista della copertina del disco, che vede Davide investito da  una fiamma importante sulla schiena, sviluppandosi poi sulla testa. Una foto d’impatto, che significa il martirio dell’artista che ha attraversando realizzando il disco, realizzando un viaggio all’interno di sé stesso, sia come rapper che come persona. Dalla copertina e dal titolo capiamo quindi che è un disco personale, profondamente figlio di un cambiamento e di un’evoluzione interna, portando Davide all’essere un uomo più consapevole, ma sempre libero.

La libertà artistica è ciò che l’ha sempre contraddistinto, senza scendere a nessun compromesso se non quello dell’essere vero.

Cosa rimane dopo 8 anni di “Davide”?

A quasi dieci anni dall’uscita, “Davide” è un disco che non sembra invecchiato di un solo giorno, ed è considerabile una pietra miliare del rap italiano. Davide” è quindi il progetto ad oggi più famoso di Gemitaiz, ma nonostante tutto è un progetto che suona ancora fresco e attuale per sound e tematiche raccontate dall’artista, risultando coerente e vero con sé stesso dall’intro all’outro. Un progetto solido e valido, che disegna il rap di quell’epoca ma senza essere nostalgico all’ascolto, presentando l’ennesima evoluzione dell’artista al pubblico.  É un progetto vario che ha come obiettivo quello di portare il rap di Gemitaiz al prossimo livello, tra nuovi flow, autotune e qualche accenno di melodico. A tratti intimo e a tratti allegro, delle volte rap e altre trap…insomma, Tanta Roba

 

“Nei mesi d’inverno in corpo ho un malessere immenso

Ma questo fanno gli artisti, si lanciano negli abissi

Sanguiniamo al posto tuo perché possiamo capirti”