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Esce il secondo numero di Disrupt: il punk rock protagonista di marzo

Disrupt torna con il suo secondo numero e lo fa nel modo più rumoroso possibile: celebrando il punk rock, il suo spirito ribelle e la sua eredità musicale e sociale. Dopo l’entusiasmo generato dal numero di debutto a febbraio, Liberty Music rilancia con una nuova uscita ancora più coraggiosa, ancora più ricca di contenuti, interviste, rubriche e analisi.

In copertina troviamo Girø, artista di punta della scuderia Liberty Music, che ci racconta in un’intervista intensa e personale come il punk rock sia stato per lui uno strumento di salvezza e di espressione, un modo per affrontare il disagio e trasformarlo in arte.

Tra i contenuti di questo numero troviamo anche:

  • 51% Arte – 49% Business: un articolo che riaccende il dibattito su quanto l’industria musicale di oggi debba tornare a mettere l’arte al centro.
  • Marta Donà: un ritratto della cosiddetta “papessa di Sanremo”, tra potere dietro le quinte e strategia.
  • Paolo Genovese, regista e amante della musica, si racconta in un’intervista in cui dichiara: “Amo follemente la musica”.
  • La rubrica What’s News, con tutte le notizie più rilevanti del mese.
  • L’intervista a Empatia (Monpatia), che ci parla di quanto sia importante rimanere autentici per arrivare davvero alle persone.
  • Il nuovo appuntamento con Urban Flow, il nostro spazio dedicato al mondo urban, tra novità e riflessioni.
  • Una selezione delle nuove uscite musicali del mese di marzo.
  • Lo spazio fisso dedicato al podcast Secondo Ascolto, con il riepilogo delle puntate andate in onda nel mese.
  • Scopri il trend, l’articolo di approfondimento che ci racconta il ritorno in grande stile del punk rock nelle produzioni contemporanee.

Con questo secondo numero, Disrupt continua a posizionarsi come la voce della musica emergente, uno spazio libero, critico, dinamico e sempre in ascolto delle nuove onde sonore e culturali.

Il progetto editoriale di Liberty Music vuole crescere numero dopo numero, diventando una casa per artisti, appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi che hanno voglia di scoprire cosa si muove sotto la superficie dell’industria musicale.

La musica cambia. La musica parla. Noi la ascoltiamo, la raccontiamo e, se serve, la interrompiamo. Perché Disrupt non è solo il nome della rivista. È il nostro modo di stare nel mondo.