È disponibile online il numero 13 di Disrupt – La Voce degli Artisti Emergenti, il magazine mensile di Liberty Music che continua a raccontare la musica attraverso storie, riflessioni e percorsi artistici che spesso restano fuori dai grandi riflettori.
Questo numero ha un valore particolare perché segna un anno esatto dalla nascita della rivista. Nell’editoriale di apertura, Alessandro Criscuolo parte proprio da questa ricorrenza per riflettere sul ruolo della musica oggi, in un periodo dell’anno inevitabilmente dominato dal Festival di Sanremo. Disrupt osserva quel grande palcoscenico mediatico, ma sceglie ancora una volta di guardarlo da un’altra prospettiva: quella di chi continua a fare musica anche lontano dai riflettori dell’Ariston.
Tra i contenuti principali del numero troviamo l’intervista a Martino Van Cleef, che racconta il percorso dietro il suo disco Argini, un lavoro nato dall’incontro tra viaggi, radici e ricerca personale. L’artista ripercorre le esperienze che hanno influenzato la sua scrittura e il modo in cui il viaggio – geografico e umano – ha contribuito a definire il suo linguaggio musicale.
Il magazine ospita anche una riflessione importante sulla condizione degli artisti emergenti attraverso l’articolo dedicato alla petizione per il reddito di cittadinanza per gli artisti, un’iniziativa che invita a riconoscere concretamente il valore del lavoro creativo e le difficoltà che molti artisti affrontano nel costruire il proprio percorso.
Torna anche la rubrica Lo Psicologo, che in questo numero affronta un tema molto diffuso tra musicisti e creativi: la sindrome dell’impostore, quella sensazione persistente di non sentirsi mai davvero all’altezza dei risultati raggiunti. Una riflessione che riguarda non solo chi è agli inizi, ma spesso anche artisti con esperienza.
Spazio poi all’incontro tra linguaggi artistici diversi con l’approfondimento dedicato a Stranger Things, che analizza il ruolo della musica nella costruzione dell’identità narrativa della serie e nel ritorno dell’immaginario sonoro degli anni ’80.
Nel numero trova spazio anche l’intervista a Luana Abbruzzese, che racconta il proprio percorso tra fotografia e musica, due forme espressive che nel suo lavoro si intrecciano e diventano strumenti per raccontare emozioni, identità e relazioni.
Come sempre, Disrupt dedica attenzione anche ai temi sociali e ambientali con il progetto Foresta degli Squali Bianchi, nato dalla collaborazione tra Liberty Music e Treedom per sostenere iniziative di riforestazione e dimostrare che anche il mondo della musica può contribuire concretamente alla tutela del pianeta.
Chiudono il numero le rubriche ormai centrali della rivista: What’s News, con le principali notizie musicali del periodo, Urban Flow, che esplora le radici e l’evoluzione del gangsta rap, Nuove Uscite, con una panoramica sui dischi in arrivo nel mese, e Scopri il Trend, che riflette su un fenomeno sempre più evidente: il ritorno degli artisti a prendere posizione pubblicamente su temi sociali e politici.
Il nuovo numero di Disrupt è disponibile qui