
Il percorso discografico del cantautore modenese Santelmo si arricchisce di un nuovo, intimo capitolo. È disponibile da oggi, venerdì 31 luglio, “Che Ridere (Acoustic Version)”, una rilettura essenziale e spogliata da ogni sovrastruttura del suo singolo d’esordio, originariamente pubblicato oltre due anni fa.
La riscoperta acustica di una notte romana
La scelta di riproporre il brano in una veste puramente acustica, affidando la melodia al solo intreccio tra voce e chitarra in primo piano, ha un obiettivo chiaro: valorizzare la dimensione più confidenziale e narrativa della scrittura. Il testo accompagna l’ascoltatore in una passeggiata notturna e solitaria tra le vie di Roma, sfiorando il Circo Massimo e Piazza Navona, fino a perdersi nel gioco di contare i sampietrini.
Più che la cronaca di un incontro reale, il brano mette in scena un lucido fantasticare notturno. Un mix sottile tra immaginazione e realtà che funge da pretesto per riaprire una porta emotiva e ritrovare la capacità di sorridere. Questa riscoperta personale si sublima nel ritornello della canzone, un passaggio volutamente giocoso e reiterato che restituisce un senso di leggerezza e liberazione.
Dalla scrittura in isolamento alla dimensione live
L’attitudine intima di “Che Ridere” riflette perfettamente la genesi del progetto musicale di Gabriele, in arte Santelmo. Il cantautore ha infatti iniziato a comporre le sue prime canzoni durante il periodo di lockdown del 2020, utilizzando la musica come strumento per esplorare le proprie fragilità. Dopo una prima fase di sperimentazione attraverso registrazioni casalinghe, il 2024 ha segnato il vero punto di svolta con la pubblicazione dei primi lavori ufficiali e l’inizio dell’attività dal vivo.
Oggi l’artista modenese si muove in un territorio sonoro che unisce la tradizione del cantautorato contemporaneo alle intuizioni dell’indie pop. La sua proposta musicale si fonda sulla volontà di portare sul palco una narrazione sincera, trasformando la malinconia in un’occasione di connessione reale con il pubblico.